Io chi sono?

Durante gli incontri di Imparando a Volare, attraverso esercizi di meditazione e con la creatività cerchiamo di far ritrovare ai genitori e ai figli il contatto con la loro parte bambina, quella del gioco semplice che non implica l’emozione, proprio come i bimbi piccoli che giocano liberi da qualsiasi pensiero. In questo modo il soggetto sperimenta cosa significa entrare in connessione con l’Anima.

Questo contatto è ben radicato nel bambino piccolo; crescendo esso viene via via abbandonato perché nella mente iniziano a prendere spazio i pensieri e i condizionamenti che limitano la libertà di espressione del bambino. Essi sono il principale motivo del distacco dall’Anima. Se l’energia animica è quella forza che si manifesta attraverso il gioco, attraverso la semplicità delle azioni in assenza di condizionamenti, i pensieri su come deve essere il tuo atteggiamento per essere un “bravo bambino” e un “adulto realizzato” sono quelli che ti allontanano della tua vera essenza.

“Non guardare con gli occhi della mente, ma con quelli dell’Anima. Poiché la vita che verrà è già davanti a noi, in attesa di svelarti la natura del mondo. Guarda con attenzione. Trova gli occhi per vedere.” – dal film “La profezia di Celestino” –

Gli adulti sono talmente presi dai pensieri e dalla frenesia della vita che si sono dimenticati cosa vuol dire giocare come un bambino. Anzi spesso questo tipo di gioco viene giudicato perché un adulto si deve comportare come tale! Ugualmente il bambino per crescere deve abbandonare questo modo di giocare; tale privazione farà si che svilupperà la propria parte razionale, il che non è sbagliato, ma allo stesso tempo lo allontanerà dalla sua parte autentica, portandolo a ragionare solo con la mente. Di conseguenza inizierà a prendere decisioni escludendo la sua Anima, creando un modello mentale di comportamento; e come fa la parte razionale a rendere la persona felice se la sua parte giocosa viene messa da parte?

La fantasia del bambino non è frutto della sola mente ma anche dell’Anima; la fantasia crescendo si trasformerà in creatività. La creatività può essere utilizzata in qualsiasi ambito, e quando accade, possiamo notare che la nostra vibrazione, il nostro stato d’animo o come lo volete chiamare, si alza. Quando invece eseguiamo una qualsiasi operazione in maniera meccanica, la nostra vibrazione si abbassa, ci annoiamo e non vediamo l’ora di finire. Nel primo caso le ore passano senza che nemmeno ce ne accorgiamo! Ciò significa che siamo in collegamento con l’Anima e stacchiamo l’attenzione dalla parte razionale, tanto da perdere la cognizione del tempo.

L’Anima s’incarna attraverso il corpo fisico su questo piano materiale perché vuole fare determinate esperienze, al fine di raggiungere un grado di evoluzione sempre più elevato, vita dopo vita. Per questo si parla di missione di vita o di talento Animico. Ma di cosa si tratta? Entrando in connessione con la propria Anima possiamo comprendere il motivo per cui si è rincarnata e cosa vuole fare in questa vita. Una volta compreso, possiamo dedicarci a portare a termine questo compito.

Può sembrare strano per la mente dover abbandonare il potere decisionale. Se la persona arriva a farsi questa domanda potrebbe aver colpito il fulcro della questione. Nella nostra cultura, come in molte altre, quando diciamo IO ci riferiamo al nostro corpo e alla nostra mente. Questo è l’errore. L’IO non è il nostro corpo o la nostra mente, ma è l’Anima!

Se l’essere umano riuscisse davvero a comprendere questo concetto, facendo cadere tutti gli EGO derivanti dall’IO che si è creato e in cui è identificato, potrebbe sperimentare un nuovo modo di vivere, non più basato su idee mentali, condizionamenti e stili di vita dettati dalla società, ma essendo libero di esprimere il SE’ AUTENTICO, la propria Anima. In questo modo avrebbe uno scopo nella vita che va oltre a tutto quello che fin ora ha pensato o immaginato.

Quando si imbocca la propria strada, si inizia a comprendere come nonostante la fatica e le sfide che ogni giorno ci vengono messe davanti (come del resto è accaduto nella vita condotta fino a qui), si ha un energia e una motivazione diversa per affrontarle e andare avanti. Mentre prima le soddisfazioni arrivavano attraverso un emozione (un oggetto nuovo, un bel voto a scuola, un premio, l’aumento di stipendio, una promozione), ora arrivano attraverso le altre persone, che non sono più etichettate, ma diventano tutti fratelli e compagni di viaggio, perché a loro volta verranno viste con gli occhi di Anima e non più attraverso il giudizio della mente egoica. La mente inizierà a svolgere il suo compito, ossia mettere in pratica le indicazioni delle parti spirituali; le emozioni a cui prima si attaccava, dovranno via via essere riconosciute e lasciate andare, per lasciare spazio al sentimento. Quando esse non intaccheranno più il nostro stato d’animo, potremo sperimentare quella serenità e felicità di cui tanto andiamo alla ricerca, ma sempre nel posto sbagliato. Essa non si trova né in un oggetto, né in un luogo o in una persona, ma è dentro di noi, e la scopriremo solo quando inizieremo ad indentificarci con la nostra Anima.

Insegnare ai ragazzi questa verità, potrebbe aiutare loro a fare le esperienze di vita con una consapevolezza e una responsabilità diversa, indirizzando fin da giovani l’energie per scoprire quali siano i compiti delle loro Anime. Questa presa di consapevolezza aiuterà loro a non sentirsi più soli, eviterà che si chiudano in loro stessi perché troveranno nel gruppo altri coetanei disposti a lasciar andare le maschere che si sono creati. Potranno sentirsi liberi di esprimersi evitando di essere giudicati, rafforzando la loro autostima e trovando nel contatto con l’Anima la sicurezza di essere e non di apparire.

La mente giudica e divide. L’Anima accoglie e sostiene.