Le Aspettative

In questo articolo, condivideremo riflessioni e intuizioni di persone, che attraverso il percorso spirituale, hanno iniziato ad osservare, ciò che accade quando una mente crea aspettative rispetto a qualcuno o qualcosa in una determinata situazione.

“Aspettative, dubbi e paure sono la nebbia che non vi permette di guardare oltre. Una mente quieta vede la strada, una mente inquieta vede pericoli e futuri immaginari. Farsi un’idea di come dovrebbe essere la strada è ciò che più vi allontana dal vostro percorso. Ogni passo richiede un atto di fede, che prima di tutto è un azione di fiducia verso se stessi.”  (Spirito).

Tutti abbiamo aspettative su noi stessi, su qualcuno o su qualcosa. Si tratta di supposizioni su ciò che crediamo dobbiamo essere o che gli altri debbano essere o ancora che la vita debba essere. Le credenze formano la nostra realtà e influenzano come ci relazioniamo a noi, agli altri e alla vita. Il più delle volte alla domanda “Cosa ci aspettiamo che accada domani?” siamo portati a rispondere “Che vada meglio di oggi!”. Che si tratti del lavoro, della relazione di coppia, delle amicizie o qualsiasi altro tema di nostro interesse ci aspettiamo sempre che il meglio debba ancora accadere. Il pensiero che domani andrà meglio di oggi è una proiezione che ci farà credere di ottenere risultati sempre migliori in futuro. E’ fuori discussione che il futuro può riservare cose migliori o peggiori rispetto al passato. Tuttavia, se ciò che accadrà sarà al di sotto delle nostre aspettative vivremo un’esperienza collegata ad emozioni di delusione, mentre se ciò che accadrà sarà al di sopra delle nostre aspettative, vivremo un’esperienza collegata ad emozioni di gratificazione. In entrambi i casi faremo i conti con un picco emozionale che, però, non è reale poiché deriva dalle aspettative che abbiamo rispetto a come dovrebbe andare qualcosa o a come dovrebbe comportarsi qualcuno. Osservando meglio, infatti, l’aspettativa è un meccanismo ingannevole della nostra mente che ci proietta al risultato dell’azione che compiremo distogliendoci così da ciò che stiamo facendo nel momento presente. Si rischia in tal modo di essere intrappolati dalle aspettative, le quali agendo come proiezioni mentali immaginative, creano illusioni e ci impediscono di vivere l’adesso. Se, ad esempio, restiamo delusi dal comportamento di un amico, è nostra responsabilità renderci conto che si trattava di una nostra credenza, cioè l’aspettativa che ci eravamo creati su di lui. La frustrazione che proviamo deriva dall’aver creduto che l’amico era fatto in un certo modo e questa credenza è il risultato della nostra illusione. Il nostro amico è semplicemente come è. Le aspettative, non permettendoci di accettare il corso delle cose, ci impediscono di essere liberi. Comprendendo come agiscono le aspettative, ci renderemo conto che possiamo trasformare il nostro modo di relazionarci a tutto ciò. Possiamo, infatti, imparare a spogliarci dalle credenze che ci vengono attribuite e a cui crediamo così come dalle nostre credenze nei confronti degli altri e della vita, accettandoci come siamo ed esprimendo il nostro sentire.

Sabrina: “Sono stanca di tutte queste parole sulla fede e sulle aspettative. Se la mi vita è ferma e richiede un azione è normale crearsi delle aspettative, nessuno vorrebbe che i propri sogni venissero negati. Perché non riesco a ricevere un messaggio chiaro e preciso? “

Spirito: “Stai sfidando la vita, come se fosse una matrigna avara e severa contro la quale vincere. C’è differenza tra un azione fatta con amore e un’azione fatta con rabbia. Non è la vita che ti sta dicendo che non sei capace, che nessuno ti vede e che fallirai ma i pensieri che continui ad ascoltare. Il senso dell’azione non è il risultato ma l’azione stessa e l’energia che ci metti.”

Sabrina: “Ho provato a metterci fiducia e amore, ma ho trovato solo porte chiuse e nonostante io abbia bussato più volte non ha aperto nessuno. Io non sono un mendicante.”

Spirito: “Tu sei la tua missione, se non proteggi te stessa non puoi proteggere la tua missione. E’ un tuo figlio, una tua creazione, è diventata invece una questione di orgoglio, il tuo ego si sente tradito e ferito, il tuo cuore si è chiuso e l’energia non fluisce. Una volta mi hai chiesto di trasformare la paura in coraggio e la rabbia in forza, questo è il momento, io sono qui.”

Sabrina: “Non so cosa fare, mi sento persa.”

Spirito: “Sai bene cosa fare. Credi in te stessa e mettilo in pratica. Non c’è un modo sicuro per procedere, esiste il tuo modo e lo puoi trovare solo provando e sbagliando e riprovando ancora, nessuno può farlo per te.”

C’è qualcosa che la mia mente si aspetta che accada? Da dove nasce tutto questo, se non dalla brama di veder esaudito un desiderio, che affonda lontano le sue radici. C’è un qualche desiderio che crediamo ci renda felici, a volte legato ad un oggetto: una macchina nuova o ad una situazione “se troverò l’uomo della mia vita allora sarò felice”. Intanto aspettiamo un po’ come alla fermata dell’autobus sperando che prima o poi arrivi, quindi nutriamo delle speranze nell’attesa che l’evento si verifichi, mentre continuiamo a fantasticare sul come sarà. In effetti può accadere o non accadere ciò che aspettiamo. Se accade spesso ci sembra diverso da come lo avevamo immaginato, più bello o più brutto, la mente infatti si pone incontrastata a sviscerare giudicando tutte le differenze tra il pensiero originario e quello trasformato in realtà, nutrendo un rapporto con l’oggetto o l’accaduto di assoluta estraneità. Se l’evento invece non accade si continua a vivere una crescente delusione e a nutrire una speranza che ci rende sempre più insoddisfatti. Cosa la mia mente aspetta che accada? Da cosa nasce il desiderio? Questo aspettare non porta in se una delega? La mente non dovrebbe esserci d’aiuto invece di intrappolarci in questo meccanismo, talmente automatizzato che quasi non ci accorgiamo di farne uso? I desideri sono indotti da dentro di noi o dal mondo esterno? Possiamo paragonare l’attimo allo scatto di un fotogramma, il tempo alla sequenza di più scatti, fotogramma dopo fotogramma, attimo dopo attimo si costruisce l’azione, come una casa che nasce dalle fondamenta e mattone dopo mattone si innalza, cosi prende corpo l’azione. Eppure sembriamo rimanere in una sorta di limbo inconsapevoli delle potenzialità creative che ci appartengono. Ci rifugiamo in pacchetti preconfezionati, che ci sono stati inculcati fin da piccoli, modelli di riferimento che devono avere determinati canoni: devi essere bello, perfetto, ricco, col macchinone e il villone, furbo quanto basta per cavartela nel mondo. In questo senso è come se l’azione fosse indotta dall’esterno e non dall’interno, e il progetto non combacia con il nostro sentire interno e la costruzione si blocca, oppure è omologata a tante altre e perde di significato. Riconnettendoci con il nostro sentire interiore, chiudendo gli occhi, ascoltando il cuore, percependo il battito possiamo lasciare andare i condizionamenti che portano le nostre menti a chiudersi, entrando in contatto con noi stessi e ciò che siamo nello Spirito. Grandi azioni sono state fatte da grandi anime.

Alessandra: "Cosa sono le aspettative??" 

Spirito:"Cosa sono per te?" 

Alessandra: "Sono idee che la mente si crea , e aspetta che esse accadano, ma accade sempre l'opposto e questo porta a delusione." 

Spirito: "L'aspettativa è una proiezione della tua mente, che tu stessa alimenti. Si crea quando vuoi che accada una situazione ben precisa con modalità che la tua mente ritiene più opportune. Ma ciò è la programmazione di un possibile futuro illusorio e questo porterà a rallentare il processo di verità. Quando creare un aspettativa andare incontro all'illusione di non essere capaci e si crea uno stato di malessere fondato su basi che non esistono . Solo nel momento stesso in cui la vostra mente si arrende non create aspettative , ma restando nel momento presente riuscirete a fare i giusti passi."

Art. di Alessandra Semeraro; Francesco Costantino; Gabriella Barletta; Sabrina Pasquali.